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di Michele Laffranchi

Ungaro: «Bronzo, il colore dei sogni»

LE NOSTRE INIZIATIVE 25 lug 2022
Foto di gruppo per i finalisti del Pallone di Bronzo, al traguardo della serata finale dopo una volata entusiasmante. La vittoria di Tino Ungaro è lo spot perfetto per il movimento bresciano, che rende omaggio a un giocatore che ha fatto dell’umiltà uno stile di vitaFausto Ungaro con il Pallone di Bronzo alzato al cielo del Coco Beach di Lonato: il trionfo più sognato e atteso Foto di gruppo per i finalisti del Pallone di Bronzo, al traguardo della serata finale dopo una volata entusiasmante. La vittoria di Tino Ungaro è lo spot perfetto per il movimento bresciano, che rende omaggio a un giocatore che ha fatto dell’umiltà uno stile di vitaFausto Ungaro con il Pallone di Bronzo alzato al cielo del Coco Beach di Lonato: il trionfo più sognato e atteso

Giudicare il merito è questione più che complessa, che deve ponderare un’infinità di aspetti diversi. Quando si arriva al Pallone di Bronzo, sollevato sul lido di Lonato del Coco Beach lo scorso martedì da Fausto Ungaro, la prima sensazione che si avverte però è come un senso di giustizia: il premio ha reso lode a un vincitore più che meritevole, a cui il trofeo bronzeo sta cucito addosso come fosse stato il più bravo dei sarti a prenderne le misure.

Il veterano dei veterani, il mediano cantato da Ligabue con la sua vita fatta soprattutto di sacrificio, il perfetto compagno di squadra: questo e tanto altro è Ungaro, che dall’alto della sua umiltà dispensava sorrisi a tutti già nell’estate del 2020, quando si era piazzato sul terzo gradino del podio dopo la volata al premio di bronzo. Per uno dei tanti paradossi che rendono così coinvolgente e curiosa l’iniziativa di Bresciaoggi, all’inizio del percorso Ungaro faceva il tifo per Claudio Dotti, compagno di squadra e, a posteriori, quarto assoluto: «Io ho già avuto la mia occasione - diceva - ora è il momento di Claudio». E invece a furor di popolo - e di Alpini, quelli di Gussago che l’hanno votato a ripetizione facendolo volare nelle graduatoria - Ungaro si è piazzato al secondo posto assoluto nella fase dedicata ai lettori. Superando poi in classifica un altro candidato di lusso come Paolo Danieli dopo l’espressione della giuria di qualità: 28 giurati su 35 l’hanno collocato al primo posto, praticamente un’incoronazione all’unanimità.

E a proposito di meriti e di umiltà: «Non riesco a capire, a me sembra di essere un giocatore normalissimo - così sostiene Tino, tra un ringraziamento e l’altro -. Non ho mai avuto grandi doti tecniche, ma ho sempre dato l’anima per le due maglie indossate in carriera». La prima, sin dai pulcini e per più di trent’anni, quella del Gussago, squadra del paese e del cuore. Poi, dall’estate 2019, quella del Casaglio, con l’obiettivo di dimostrare anche ai più scettici di essere ancora in grado di fare la differenza sul terreno da gioco: due anni complicati dal Covid e, al terzo tentativo, arriva puntualmente la vittoria del campionato e il balzo in Seconda. Con Ungaro gladiatore in mezzo al campo, primattore coi fiocchi anche a 41 anni.

«È doveroso prima di tutto condividere questo premio con i miei compagni di squadra e con tutta la società del Casaglio - così, commosso, ringrazia Tino dal palco del Coco Beach -. Sono grato alla mia famiglia, a chi mi ha votato e a tutti coloro che hanno fatto il tifo per me». Pare quasi non rendersi conto dei motivi di tanto affetto, che a un occhio esterno sembra invece quasi inevitabile, addirittura ineccepibile: perché quando si parla di Ungaro, il primo elemento che gli addetti ai lavori vanno a evidenziare è la sua umanità. Il Pallone di Bronzo vede il bicchiere sempre mezzo pieno, ha una parola buona per tutti ed è capitano a tutto tondo, sia la domenica in campo che ogni altro giorno della settimana. «Ricorderò per tutta la vita questo giorno - assicura -, un’emozione unica vincere questo trofeo che ho sempre inseguito». Lui che in passato fu anche ottavo nel Pallone d’Oro e, come già detto, terzo nello stesso premio bronzeo nel 2020: mica male, per un sedicente buon giocatore no?

La realtà, al di là della grande modestia, è che Ungaro è centrocampista utilissimo, soprattutto in fase di interdizione, e che il suo essere persona straordinaria incide più che positivamente anche sugli equilibri dello spogliatoio. «Il mio capitano è il vincitore del Pallone di Bronzo - gongola su Facebook il presidente del Casaglio, Emanuele Longo -, è un esempio di grande uomo per tanti giovani». A 41 anni, mai un allenamento saltato e soltanto un’assenza la domenica: con la moglie Elisabetta al lavoro, si è dovuto occupare della figlioletta Giulia. Gli altri due amori, oltre a quella sfera di cuoio che è compagna inseparabile di tutta l’esistenza: lunga vita calcistica a Faustino Ungaro, vincitore più meritevole del Pallone di Bronzo di Bresciaoggi non ci sarebbe potuto essere.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA