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«Speriamo di afferrare il premio con i guantoni»

ARGENTO 25 mag 2022
Davide Merigo (Vighenzi) Davide Merigo (Vighenzi)

In queste settimane c’è spesso andato vicino, senza riuscire a togliersi lo sfizio per una manciata di voti: all’ottavo tentativo finalmente Davide Merigo ha raggiunto l’agognato bonus da 300 punti per il calciatore più votato nella settimana del Pallone d’Argento. Un traguardo sudato: «Eh sì – ci scherza un po’ su il diretto interessato –: ogni martedì vedevo che proprio non voleva arrivare. Stavolta è stata quella buona: mi fa piacere, ringrazio tutti quelli che mi stanno votando». Merigo, che difende i pali della Vighenzi da ormai un paio di stagioni, è uno dei portieri più esperti della categoria: classe ‘91, il suo esordio avvenne a 16 anni in Promozione col Desenzano. Fu brillante, perché i gardesani vinsero subito i play-off, salendo in Eccellenza: poi Merigo ha attraversato la provincia, andando a Rudiano a fare il secondo di Bason. Successivamente ha indossato le maglie di Dellese, Verolese, Bedizzolese (con cui ha vinto un altro campionato) e Castellana, fino al ritorno allo Sporting Desenzano e il trasferimento nell’estate 2020 a Padenghe. Nella spregiudicata Vighenzi è uno dei calciatori più esperti: «La filosofia della società è questa - condivide Merigo -: il settore giovanile è ottimo e i ragazzi più promettenti riescono ad adattarsi in fretta alla categoria. Da parte mia cerco di avere sempre una buona parola per tutti: il calcio è cambiato, credo che i rimproveri non funzionino più, meglio una carezza». La stagione s’è conclusa col 2-2 contro la Bagnolese, maturato all’ultimo minuto e provvidenziale per la salvezza in Promozione: «Questo era l’obiettivo, anche se a inizio stagione eravamo nella metà sinistra della classifica - spiega Merigo -: emozionante, forse un po’ troppo. La prossima volta sarebbe meglio salvarsi con un turno di anticipo». Quest’anno nel Pallone d’Argento sembra essere la volta buona per i portieri: oltre all’alfiere della Vighenzi si trovano in top 12 Bonometti della Nuova San Paolo, Bossini della Virtus Aurora Travagliato, Gambardella della Voluntas Montichiari e Micheletti dell'Ospitaletto. Nessun estremo difensore finora l’ha mai vinto, si romperà la maledizione? «Speriamo di sì, se poi riuscissi a farlo io sarebbe il massimo - sorride -: chiaro non sia semplice, è un ruolo un po’ bistrattato il nostro. Eppure è fondamentale: se il portiere non prende gol, mal che vada la squadra pareggia. Visto che il premio è un pallone, speriamo di riuscire ad afferrarlo coi guantoni». M.L. © RIPRODUZIONE RISERVATA