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«Ringrazio chi mi aiuta L’obiettivo? La top 12»

BRONZO 01 giu 2022
Mattia Parzani (Mompiano) Mattia Parzani (Mompiano)

Soffia forte il vento del cambiamento ai piani alti del Mompiano, ma in campo i pilastri difensivi reggono: Mattia Parzani vince il bonus settimanale del Pallone di Bronzo a coronamento di un’annata da protagonista nonostante le difficoltà, sue e della squadra. Purtroppo gli infortuni sono stati la principale causa degli alti e bassi dei biancorossi, mentre Mattia è stato messo ko per tutto il girone d’andata da un fastidiosissimo strappo rimediato alla quarta giornata. Ma questo non gli ha mai fatto distogliere l’attenzione dal campo: il ventottenne ha la testa sulle spalle, e persino la staffetta tra i pali concordata con Buggeia non lo disturba. «Ormai sono diversi anni che giochiamo insieme. La gestione del gruppo è piuttosto semplice, sono tutti ragazzi umili e disponibili - rivela -. Sono tranquillo anche se vivo intensamente la domenica e ho le mie routine da rispettare». La paternità a soli 24 anni e una famiglia che si è nuovamente allargata (tre mesi fa è nata la sua bambina), lo hanno fatto crescere alla svelta. Lo spirito da chioccia nonostante i 28 anni è da tempo una peculiarità di Mattia. La maturità lo accomuna (con le debite proporzioni) a due grandi saggi della porta come Reina e Peruzzi, che anche per stazza ricordano molto il numero uno del Mompiano. E pensare che la sua avventura a Mompiano, iniziata dal suggerimento di un altro diesse, Franco Tarana (attualmente al Rezzato Dor), prosegue da oltre un lustro. Non una meta comoda visto che vive a Rodengo Saiano, ma l’ambiente tranquillo è stato sin dal primo momento in sintonia con il suo modo di vivere il calcio. Invece nella vita lavora in un laboratorio di materiali metallici, una tempra che si riflette nella capacità di reggere alle difficoltà: infatti nonostante un’annata monca in termini di presenze e il ruolo tra i meno lodati, è riuscito a essere protagonista nella corsa all’ambito premio. «Sono molto contento, l’obiettivo è arrivare tra i primi 12... da lì in poi è un’incognita - spiega il portiere cittadino -. Per la raccolta dei tagliandi ringrazio gli amici, ovviamente i parenti, ma soprattutto il direttore sportivo Bruno Guglielmetto». Anche tra i pali la statura non è tutto. Pur non essendo certamente un gigante, con il senso della posizione, la lettura svelta delle traiettorie e i riflessi colma ogni mancanza. Per spirito di sacrificio si può definire un portiere d’altri tempi. Ma non vuole una statua, gli basta meno, un Pallone di Bronzo. L.Gof. © RIPRODUZIONE RISERVATA