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di Michele Laffranchi

Guerini, il «millennial» che guarda tutti dall’alto «Un primato da sogno»

LE NOSTRE INIZIATIVE 22 giu 2022

Un giovane ruspante in mezzo ai grossi calibri: la fase del voto da casa, nel Pallone d’Oro, ha premiato come lecito aspettarsi attaccanti di livello assoluto quali Samuele Vitari, Andrea Caracciolo e Carmine Marrazzo (rispettivamente secondo, terzo e quarto nell’iniziativa a tinte dorate targata Bresciaoggi dopo l'espressione degli appassionati). Eppure, a parziale sorpresa, i lettori del nostro quotidiano hanno incoronato, tra tanti campioni affermati, un classe 2000 in rampa di lancio: il più votato nei tre mesi di tagliandi e bonus è risultato essere Filippo Guerini, millennial che quest’anno ha fatto le fortune del Rovato. Ecco perché la sorpresa c’è, ma è solo parziale: chi ha visto le gare dei franciacortini nel corso della stagione non può non essersi reso conto del potenziale di Guerini, ala mancina dotata di rapidità nello stretto e qualità nel dribbling.

Se il Rovato è giunto a un passo dalla qualificazione ai play-off, lo deve soprattutto alle giocate del prodotto del settore giovanile del Brescia. Non casualmente, i «blues» hanno detto addio alla post season solo all’ultima di campionato, pareggiando a reti bianche il derby franciacortino con l’Atletico Castegnato. Proprio quando Guerini era out per squalifica: «Le espulsioni sono state un po’ il nostro tallone d’Achille - concorda con rammarico il numero 10 del Rovato -. Con un briciolo in più di lucidità, la stagione sarebbe potuta finire diversamente. Spiace non aver potuto aiutare sino in fondo la squadra».
Dai rimpianti alla grande soddisfazione di trovarsi in vetta alla classifica parziale del Pallone d’Oro, in attesa del voto definitivo della giuria di qualità: «Si tratta di un’enorme gioia - confessa Guerini, inebriato dai 267 punti che lo piazzano al momento davanti a tutti nel premio a tinte dorate -: significa che chi segue il mondo del calcio dilettantistico si è reso conto della bella stagione che ho fatto». Il futuro prossimo di Guerini è ancora da dipanare, anche se nella lista degli obiettivi del classe ‘00 c’è la speranza di tornare a calcare la Serie D: «È uno dei miei desideri: in passato non era andata benissimo, vorrei rifarmi». Quanto fatto col Rovato è cartina tornasole di un talento sbocciato definitivamente: 11 gol e numerosi assist il lauto bottino della stagione che l’ha consacrato sui grandi palcoscenici. E che gli ha permesso di godere della vetta nel Pallone d’Oro, almeno fino a quando non si esprimerà la giuria tecnica. Sul palco del Coco Beach di Lonato del Garda ci saranno tanti rivali di rango a contendergli lo scettro. Chi lo meriterebbe accanto a lui? «Carmine Marrazzo è stato autore di una stagione eccezionale - rivela con rispetto Guerini -: ha segnato 30 gol e condotto l’Atletico Castegnato ai play-off. Poi, per quanto fatto in carriera, Andrea Caracciolo è un calciatore speciale: adesso è diventato direttore sportivo, meriterebbe un ultimo riconoscimento. Mi sembra incredibile essere qui a giocarmi il Pallone d’Oro con loro». Filippo Guerini si gode un percorso straordinario nell’iniziativa di Bresciaoggi: alla vigilia del voto della giuria in vetta ai magnifici dodici finalisti c’è proprio lui. Martedì prossimo al Coco Beach scopriremo se sarà riuscito a conservare la leadership dorata •. © RIPRODUZIONE RISERVATA