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di Michele Laffranchi

Bronzo, la carica del club degli «anta»

24 mar 2022

Modelli da seguire: per leadership, esperienza e umanità. I diversamente giovani, in una squadra che ambisce a ottenere risultati fuori e dentro dal campo, non possono proprio mancare: gli under li prendono a esempio, consapevoli di avere davanti agli occhi la strada da percorrere per divenire grandi uomini prima che calciatori vincenti. Nel Pallone di Bronzo ce ne sono a bizzeffe, ma soltanto nove hanno superato la fatidica quota degli «anta»: da questo punto di vista l’irraggiungibile è Sergio Ramorino, addirittura classe ’69. Compirà 53 anni a dicembre, eppure l’attaccante del Real Rovato Franciacorta non ha alcuna intenzione di appendere le scarpette al chiodo: è il classico caso in cui l’energia mentale svernicia gli acciacchi dell’età, relegandoli in un angolino per vivere quella passione domenicale che non sfiorisce proprio mai. In Seconda Categoria, a proposito di miti viventi, bisogna ancora fare i conti con la classe di Fabio Bacchiocchi (’77): il centrocampista della Quinzanese ha una discreta esperienza in fatto di Pallone di Bronzo, premio che ha sollevato al termine dell’annata 2018/19, conclusa alla grande anche a livello di squadra con la vittoria del campionato di Seconda Categoria del suo Ospitaletto. E per giunta ha chiuso al terzo posto sia nel Pallone d’Oro 2013 che nel Pallone d'Argento 2016. Sul podio del premio bronzeo è già salito anche Fausto Tino Ungaro: nell’ultima edizione classica, quella del 2019/20, il capitano del Casaglio ha concluso al terzo posto, alle spalle di Federico Appiani e Andrea Landi. E oggi è di nuovo tra i candidati con pieno merito: se il Casaglio ha vinto 11 partite di fila in Terza Categoria è senza dubbio anche grazie alla sua leadership in mezzo al campo. Stessa età di Ungaro (‘81) e stessa collocazione nel gruppo A di Terza Categoria per Andrea Stamerra della Padernese: per lui una sete di gol che non si estingue e nuovi traguardi da raggiungere, con i quarti di Coppa Lombardia che si avvicinano all’orizzonte (31 marzo). Bomber senza età sono pure Alessandro Frizzi (‘78, Alto Garda), Lobo Nelson (‘78, Collebeato) e Andrea Riti (‘79, Virtus Feralpi Lonato): gli anni passano, eppure non riescono a sferzare la capacità di questi giocatori di incidere, sia sul piano tecnico che su quello umano, visto ciò che rappresentano per i compagni di squadra più giovani. Dall’attacco alla difesa, con Elis Cuel del Deportivo Fornaci: classe ‘78 pure lui e, in una squadra tra le più esperte e smaliziate della Terza Categoria, la bandiera capace di compattare il gruppo intero. Ruolo che, nel Remedello, spetta a Stefano Bonazzoli (‘80): il fratello del grande Emiliano si è costruito una carriera di tutto rispetto tra il mantovano e il bresciano e si sta confermando ancora chioccia del club guidato nel gruppo K cremonese da Marco Seller. Nove calciatori, nove uomini che dimostrano ogni domenica la relatività dell’età: se ci sono serietà e passione nessun numero può impedirti di giocare. La classe - non quella anagrafica, ma quella calcistica - non va mai in vacanza: e la candidatura al Pallone di Bronzo è riconoscimento quasi inevitabile a eterni campioni che non hanno alcuna intenzione di andare in pensione.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA