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di M.L.

«A Montichiari mi sento parte di una famiglia»

argento 13 apr 2022
Americo Gambardella (Montichiari) Americo Gambardella (Montichiari)

Capitano, bandiera, simbolo: scegliete voi il termine che preferite, il succo non cambia. A Montichiari Americo Gambardella è un’istituzione: qui è arrivato nel 2009 (vincendo subito la Serie D) e ha trovato nella città della Bassa una casa da cui non s’è più separato. La palma di più votato nel secondo turno di conteggi del Pallone d’Argento e il conseguente bonus da 300 punti (assieme alla leadership nella generale) sono un premio a quanto seminato in questi anni: «Credo sia innanzitutto riconoscenza - spiega con orgoglio il portiere della Voluntas Montichiari -: tanti amici mi stanno votando ed è bello che le persone che mi vogliono bene esprimano anche in questo modo il loro affetto. Sono a Montichiari dal 2009, all’epoca mi portò qui Stefano Bonometti: la società ha cambiato varie denominazioni nel frattempo, ma io mi sono sempre trovato bene, sentendomi parte di una vera famiglia».

Non a caso nella Voluntas è anche allenatore nel settore giovanile (U17 e U16), nonché responsabile dell’area portieri: «Tutte mansioni che svolgo volentieri – assicura Gambardella –: ho deciso di intraprendere un percorso per diventare allenatore che mi sta portando a seguire un certo tipo di formazione. Penso che la Voluntas Montichiari, da questo punto di vista, sia una delle migliori realtà dove poter crescere». La sua candidatura al Pallone d’Argento è però dovuta ad un'altra attività che ancora svolge alla grande, quella del portiere: classe ‘83, un bagaglio fatto anche di professionismo, ma un’umiltà e una passione che lo consacrano ancora tra i migliori interpreti del ruolo in Promozione. Proprio domenica scorsa, parando un rigore a metà ripresa, ha permesso ai suoi di conservare sino al triplice fischio il preziosissimo 1-0 sulla Castellana, risultato che permette di mantenere in vita le speranze di salvezza diretta della Voluntas Montichiari: «Sono felice quando posso rendermi utile per la squadra - si schermisce un po’ -: gioco per aiutare i compagni». Nessun portiere è mai riuscito a imporsi nella Trilogia: come mai? «È normale - replica Gambardella -: in questi premi si tende a premiare gli attaccanti. Sono già contento così, ricevere tutti questi voti è una splendida dimostrazione d’affetto». A Montichiari è ormai cittadino calcistico onorario, potrebbe divenirlo nella provincia arrivando in fondo al Pallone «di mezzo»: Americo Gambardella è nel mezzo di un cammino a tinte argentate. © RIPRODUZIONE RISERVATA